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3 cose che (forse) non sai del tuo Micio 

Il mondo dei gatti è ricco di curiosità interessanti!
Pensavi di sapere proprio tutto del tuo micio? Leggi di più!


Dedicano fino al 50% della loro giornata alla pulizia


Un comportamento che spesso ci può sembrare compulsivo, ma che nasconde diversi segreti, e ci aiuta a capire tante cose del nostro micio.


I gatti si puliscono usando la loro lingua ruvida, che è dotata di speciali papille con notevoli funzioni. Quando un gatto si pulisce lo fa per diversi scopi: attenuare il suo profumo in modo che possa evitare i predatori, favorire il flusso sanguigno, mantenersi caldo e asciutto.


I gatti amano il loro profumo, e se ne assumono temporaneamente un altro, ad esempio dopo un nostro abbraccio o il contatto con altri animali o piante, cercano istintivamente di riguadagnarlo il più in fretta possibile, per rimarcare la propria identità.


La pulizia regolare aiuta il micio a rendere il manto “impermeabile”, grazie alla distribuzione del sebo dalla pelle sopra il mantello, e a rimuovere eventuali nodi per favorire un ottimo isolamento.


Durante l'inverno, i grovigli nel manto possono disturbare questo effetto isolante, e far perdere al gatto il calore corporeo necessario. Viceversa, in estate il suo manto lo tiene al fresco dal caldo esterno poiché la saliva, evaporando dal mantello, produce un effetto di raffreddamento.


L'eccessiva pulizia e leccatura possono anche essere un segno di stress o di noia: i mici che si sentono a disagio si leccano costantemente per sopprimere questa sensazione.


Per poter rilevare eventuali cambiamenti nell'abitudine di pulizia del gatto, è importante osservarne la routine quotidiana: se un gatto lecca eccessivamente certe aree del proprio corpo, potrebbe indicare un problema di salute, come la presenza di parassiti, allergie, problemi cutanei.


Hanno una vera passione per il sole


I gatti amano crogiolarsi al sole e specialmente con l’arrivo della primavera e dell’estate, è facile vederli “inseguire” nelle stanze della casa i raggi solari, stendendosi sul pavimento con gli occhi socchiusi.


I cosiddetti “bagni di sole” che i gatti amano così tanto non sono prerogativa dei mici domestici e riguardano i vari modi di regolare la temperatura corporea, ma non solo.


Passare il tempo al sole è un comportamento che coinvolge diversi aspetti del loro benessere fisico e mentale e ha diversi benefici: li aiuta a regolare la temperatura corporea, a risparmiare energia, a produrre melatonina, e quindi a regolare il ritmo sonno-veglia e a sintetizzare vitamina D.


Negli organismi omeotermi, quelli cioè che mantengono costante la propria temperatura corporea come gli uccelli e i mammiferi, il comportamento di stare al sole si manifesta spesso in condizioni di riposo, al fine di coadiuvare la regolazione della temperatura corporea.


Se il manto del gatto sembra scottare dopo l’esposizione ai raggi solari, non c’è da preoccuparsi: è dotato di un metabolismo in grado di tollerare temperature ben superiori a quelle cui siamo abituati noi umani!


In più, è un animale a grande dispendio energetico e il calore del sole gli consente di risparmiare energia: è la stessa ragione per cui ama sonnecchiare vicino al termosifone d'inverno o a ricercare in casa fonti di calore.


Il legame tra sole e riposo coinvolge anche la qualità del sonno, poiché la luce è in grado di produrre melatonina, un importante regolatore del ritmo fisiologico e del ciclo riproduttivo. Inoltre, l’esposizione ai raggi solari permette la sintesi della vitamina D: i gatti la sintetizzano prevalentemente attraverso la loro dieta, ma il sole che scalda il mantello è in grado di stimolare la produzione di sostanze oleose che, ingerite durante le operazioni di toelettatura, vengono poi convertite in vitamina D.


Il calore del sole ha anche una funzione protettiva del sistema immunitario, visto che è in grado di abbassare la suscettibilità a virus e batteri.


Infine, l'esposizione alla luce solare permette la produzione di serotonina, una sostanza prodotta dal sistema nervoso centrale in grado di generare sensazione di benessere e di contentezza, e che coinvolge anche la regolazione dell'umore, del comportamento sociale, dell'appetito e della digestione.


Non si riconoscono allo specchio


E’ una domanda che chi ha un gatto in casa, prima o poi si è posto.


Le reazioni dei mici al cospetto del loro riflesso nello specchio sono curiose e spesso inspiegabili: alcuni si spaventano, altri giocano, altri ancora cercano di “attaccare” la propria immagine.


Le prime volte che un gatto si vede riflesso in uno specchio assume un atteggiamento di difesa poichè, a differenza di altri animali come le scimmie o gli elefanti, non riconosce la sua immagine.


I cuccioli hanno tutti l’istinto di voler giocare con un loro simile, non comprendendo di guardare se stessi allo specchio. La reazione di voler interagire con un altro gatto è puramente istintiva, ma quando poi si accorgono che non partecipa al gioco e che, anzi, non fa che ripetere gli stessi gesti, perdono tutto il loro interesse e lasciano perdere.


Solo quando il gatto ha 4-5 mesi, e quindi maggiori capacità di comprendere quello che gli accade, si sofferma qualche minuto in più per studiare il gatto nello specchio. In quel caso, alcuni decidono di ignorare completamente l’altro animale, altri ne sono spaventati e reagiscono con aggressività o scappando.


Il più delle volte, dopo una prima fase di diffidenza, il micio si tranquillizza quando capisce che non c'è nessuna minaccia per lui non sentendo provenire dallo specchio alcun odore, fattore fondamentale per lui per riconoscere i suoi simili.


Sebbene dotati di “superpoteri” come la vista, l’olfatto ed una grande agilità, i gatti non sono in grado di sviluppare l‘autoriconoscimento visivo. In questo sono simili ai bambini, che riescono a riconoscere se stessi allo specchio solo dopo i 18 mesi di età.

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