Insegnare il riporto al Cane
Quella del riporto è una delle attività più utili e divertenti che si possano fare con i nostri Amici di Zampa. Scopriamone i segreti!

Il riporto può essere insegnato al cane utilizzando diversi accorgimenti a seconda della reazione dell’animale quando lanciamo l’oggetto da recuperare.

Uno degli esercizi più comunemente richiesti nell’addestramento del cane è il riporto: consiste nel lanciare un oggetto al nostro amico a quattrozampe, il quale dovrà raccoglierlo, riportarcelo e lasciarlo nuovamente a noi. Gli ostacoli che si possono incontrare quando si insegna il riporto al cane possono riguardare una o più di queste quattro fasi dell’esercizio, a secondo del pet con cui ci troviamo a lavorare.

Anzitutto bisogna considerare che per il cane è innaturale riportare un oggetto che susciti in lui interesse e ancor più scegliere di cederlo a noi; l’istinto spinge il nostro quattrozampe a tenerlo per sé e a mordicchiarlo, se si tratta di un giocattolo, o comunque a mollarlo solo quando non lo trova più divertente.

Anche in questo tipo di addestramento si utilizza il gioco per insegnare il riporto al cane, perché l’educazione non deve mai essere coercitiva, ma stimolante e piacevole per il nostro pet.

Prima di iniziare è bene che si sia già instaurato un certo legame tra padrone e cane; ancor meglio se quest’ultimo ha già imparato il comando “restaa” che permette un maggior controllo sull’animale, qualunque sia l’addestramento che vogliamo impartirgli.

Come insegnare al cane a riportare la palla

Per iniziare bisogna munirsi di un gioco che piace molto al cane, come una pallina, un fresbee o un bastone che, con il pet al nostro fianco in posizione di riposo, lanceremo lontano da noi.

Appena libereremo il cane dal “resta” impartendogli un altro comando del tipo “vai” o “prendi”, questo si precipiterà verso l’oggetto che abbiamo lanciato. A questo punto si possono avere diversi comportamenti a seconda del cane: se il cane afferra l’oggetto e ci gioca, ma rimane lontano e non lo riporta verso di noi, dovremo farlo avvicinare attirandolo con un altro gioco, che agiteremo in aria o faremo rimbalzare se è una pallina, accompagnando il tutto con un tono di voce gioioso ed enfatico, per renderlo ancor più attraente agli occhi del pet; oppure gli mostreremo un bocconcino di cui è ghiotto. In questo modo il cane tornerà verso di noi con il primo oggetto in bocca e, quando sarà vicino, lo mollerà per prendere il nuovo gioco o la ghiottoneria che gli stiamo offrendo. Nel preciso momento in cui il cane apre la bocca per lasciare l’oggetto dobbiamo pronunciare il comando che vogliamo associ a quel gesto, che può essere “Lascia”, “Molla” o quello che vogliamo purché si continui ad utilizzare sempre la stessa parola.

Un’altra soluzione che non prevede l’utilizzo di ricompense può essere quella di far sedere il cane e aspettare accanto a lui che molli spontaneamente l’oggetto, che noi prenderemo al volo, pronunciando sempre il comando prescelto. Se il cane invece, una volta raggiunto l’oggetto lanciato, lo annusa appena, ma non lo prende in bocca, mostrando poco interesse, dovremo provare ad utilizzarne un altro per lui più attraente. Altrimenti, un’efficace escamotage per insegnare il riporto al cane può essere quello di usare un kong, uno di quei giochi cavi all’interno per potervi mettere qualche bocconcino. In questo modo il cane sarà attirato dall’odore del cibo e afferrerà l’oggetto; dopodiché procederemo come descritto al punto precedente. Se invece siamo così fortunati che il cane, oltre ad afferrare subito l’oggetto, lo riporta anche da noi, dobbiamo indietreggiare un po’ e riempire il pet di lodi e carezze. A questo punto il più è fatto e non ci resta altro che insegnargli a lasciare il gioco.

Come insegnare il riporto al cane adulto

Se vogliamo insegnare il riporto al cane adulto che non ha più molta voglia di giocare, possiamo incentivare la sua attenzione verso l’oggetto da riportare sostituendolo direttamente con del cibo, lanciando, ad esempio, un pezzo di wurstel e pronunciano il comando “Prendi”.

Il cane ovviamente raggiungerà di corsa la leccornia, ma se la mangerà all’istante, cosa che non dobbiamo assolutamente impedirgli. Dopo aver ripetuto qualche volta questo esercizio però potremo utilizzare da lanciare un oggetto che avremo impregnato con l’odore del wurstel sfregandocelo sopra

Ci sono numerosissime tecniche per insegnare il riporto: qui vi indicherò quelle che ritengo più adatte al neofita. Parliamo di “fondamentali”, ovvero dell’atto che consiste nel recuperare un oggetto lanciato e nel riportarlo al conduttore.

In ogni disciplina ci sono poi modalità diverse, riportelli diversi, esercizi diversi da compiere: ma alla base di tutto c’è sempre l’atto di andare a prendere un oggetto, portarlo indietro e cederlo al conduttore, ed è solo di questo che ci occuperemo in questo articolo.

infatti lui, una volta catturata una “preda” (è questo che il riportello simbolizza ai suoi occhi), tenderebbe a portarsela via e a mangiarsela in disparte, senza nessuno che lo disturbi.

Anche quando la “preda” non è commestibile, come nel caso di un riportello o di una pallina, l’istinto lo porterebbe ad “imboscarsi” e comunque a rosicchiarsela un po’ per conto suo.

Riportare l’oggetto al conduttore è, per il cane, qualcosa che ha poco senso: quindi dobbiamo renderci conto che stiamo chiedendo al nostro amico uno sforzo importante.

Possono volerci poche settimane o diversi mesi: starà alla nostra sensibilità capire qual è il momento giusto per poter chiedere al cane di fare qualcosa che istintivamente non farebbe mai, ma che accetta di fare perché ci ama e si fida di noi.

In generale, il riporto è molto più facile con i cani che amano giocare: quindi, se siete proprietari di un cucciolo, vi invito innanzitutto ad insegnargli a giocare con gli oggetti. Non dovremo, però,  utilizzare il comando “porta”, che va abbinato a un esercizio di “lavoro” e non deve essere considerato un “gioco” vero e proprio.

Portiamo con noi in campo due riportelli, iniziando dai più leggeri e comodi. Togliamo il guinzaglio al cane e facciamolo sedere: a questo punto lanciamo il riportello a pochi passi da noi, dando l’ordine “resta” e tenendolo per il collare. Il cane va tenuto anche se esegue un “resta” impeccabile, perché sentirsi trattenuto aumenta il suo desiderio di partire in avanti (il che è esattamente quello che vogliamo che faccia tra poco). Attendiamo un paio di secondi e diciamo allegramente “PORTA!”, liberando contemporanemente il collare.

Un cane abituato a giocare si lancerà quasi sicuramente verso il riportello (se non altro per curiosità). Se il cane prende il riportello in bocca e torna verso di noi, nginocchiamoci a terra e ringraziamo il ciel…no, volevo dire: indietreggiamo di qualche passetto (in retromarcia, guardando il cane), molto rapidamente, facendo già grandi complimenti al cane con la voce e con la mimica corporea. Se il cane prende il riportello in bocca, ci giocherella un po’ e lo lascia cadere, non preoccupiamoci, perchè è la risposta più classica.

In questo caso noi tireremo fuori il secondo riportello e lo lanceremo: appena il cane parte per inseguirlo, raccoglieremo il primo riportello. Continueremo così finché il cane non verrà verso di noi tenendo il riportello in bocca. Se infine il cane annusa il riportello, ma non lo prende in bocca, bisognerà appoggiarsi il riportello al petto, in modo che il cane debba metterci le zampe addosso (cosa che gli piace sempre molto) per afferrarlo, “spalmare” sul riportello qualcosa di buono (carne, fegato bollito o altro che piaccia particolarmente al cane) e giocare noi stessi col riportello, come se la cosa ci divertisse moltissimo. Un cane che ha un buon rapporto con noi verrà sicuramente a vedere cosa stiamo combinando e sarà molto interessato all’oggetto misterioso. Se lo coinvolgiamo nel gioco, prima o poi lo prenderà in bocca…e a quel punto lo copriremo di lodi e lo premieremo.

Infine faremo rotolare il riportello a terra, senza quasi considerare il cane, poco prima dell’ora dei pasti; se il cane si interessa e prende in bocca l’oggetto, anche solo per un breve istante, dargli immediatamente la ciotola (con questo sistema ho fatto riappassionare al riporto un cane che aveva perso ogni interesse per questo esercizio a causa di un addestramento troppo coercitivo).

Solo quando il cane abrà cominciato a prendere in bocca l’oggetto potremo ritentare con i lanci.